Imparare a leggere

Nonni in regola, 2017

Un tempo i nonni si andavano a trovare di rado e quando venivano in visita portavano allegria, ricordi e qualche dolce: facevano il loro “mestiere” di nonni, viziando i nipoti. Oggi molti nonni trascorrono con i propri nipoti più tempo dei genitori stessi, proprio nella fase di vita in cui per i bambini avviene l’imprinting di molte abitudini, schemi di vita, valori e regole

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Capitolo 1

– Cosa vuoi nonno?!

– Vieni qui Ligì, guarda come sei ridotto?! Hai tutta la camicia fuori dai pantaloni.

– Ma nonno sto giocando!

– Cosa c’entra, il mal di pancia lo si prende anche quando si gioca, non solo alla mensa scolastica. Vieni che te la metto dentro.

– Ma dai nonno! Ma perché mi slacci i pantaloni?!

– E come faccio sennò a metterti la camicia nei pantaloni?

– Ma ci sono i miei amici e gli altri!

– Cosa c’entra, non sono mica tutti lì a guardare te.

– Maddai nonno!

– Ecco, adesso puoi andare a giocare.

– Perché non l’hai vestito anche con la cravatta? Per giocare bisogna essere in ordine, eh perbacco.

– Spiritoso, non sono mica come te, che quando esci metti la prima cosa che capita a tiro, pantaloni a righe e camicia a quadri, come gli americani.

– Così se mi annoio posso giocare a battaglia navale.

Questo libro è fatto di due parti distinte. All’inizio di ogni capitolo viene narrata la storia di Ernesto e Gino, i due nonni settantenni alle prese con nipoti, nuore, generi e figli. Nella parte restante di ogni capitolo, verranno affrontate le tematiche descritte nell’indice. I lettori che dovessero perdersi in questa lettura, avranno due schemi riassuntivi cui fare capo nei momenti di smarrimento. Il primo, come avrete avuto modo di vedere, descrive le famiglie di Ernesto e Gino, una sorta di albero genealogico, mentre il secondo mostra un riepilogo dei capitoli e degli argomenti, con l’indicazione del punto esatto di avanzamento nel testo. Ora la domanda iniziale: “Perché rivolgere l’attenzione ai nonni e alla loro funzione educativa nei confronti dei nipoti? Non hanno “già dato” con i propri figli? Non è una responsabilità dei genitori l’educazione dei loro di figli?”. Giusto. Vediamo perché.... ... segue ...